Beni immateriali in azione

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*”Irrazionalizzazione” del MiBAC: scomparsa dei profili DEA, lettera dell’AISEA

Posted by benimmateriali su 12 ottobre 2009

mibacstrano

I profili professionali demoetnoantropologici sono spariti improvvisamente dal MiBAC in nome di una “razionalizzazione” davvero irrazionale. Riportiamo la lettera che il Presidente dell’AISEA ha inviato al Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al Direttore Generale per l’organizzazione, gli affari generali, l’innovazione, il bilancio ed il personale e al Direttore Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee

Roma 9 ottobre 2009

Alla Cortese attenzione del
Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Prof. Giuseppe Proietti
Via del Collegio Romano, 27
00187  Roma

Ill.mo Segretario Generale,
con la presente l’A.I.S.E.A., in quanto associazione nazionale che storicamente  raccoglie la quasi totalità degli antropologi culturali italiani, tanto di ambito accademico quanto museale ed extrauniversitario, denuncia, quale circostanza di straordinaria gravità, la totale scomparsa dei profili professionali demoetnoantropologici, all’interno dei documenti relativi alla revisione della Circolare Min. n.81 del 13 marzo 2009 sull’Accordo sui profili professionali della III e della II area funzionale. Nella proposta in discussione in questi giorni i profili professionali di demoetnoantropologo, demoetnoantropologo direttore e demoetnoantropologo direttore coordinatore perdono infatti qualsiasi definizione autonoma e vengono completamente assorbiti in quello di Funzionario storico dell’arte. Se così fosse, tale orientamento farebbe venir meno la consistenza ed il senso stesso di molti percorsi di lavoro di colleghi antropologi culturali all’interno dell’amministrazione pubblica e del MiBAC in particolare, e costituirebbe in sé un gravissimo arretramento culturale rispetto ad un decennio di iniziative volte al riconoscimento delle specificità del contributo professionale delle discipline DEA, i cui ruoli precedentemente risultavano coperti soltanto da storici dell’arte o archeologi. Questa scelta peraltro appare tanto più grave ed inopportuna a fronte della significativa offerta formativa nelle discipline demoetnoantropologiche oggi esistente, con Corsi di laurea triennali e magistrali, oltre ad una Scuola di Specializzazione in Beni demoetnoantropologici: in questo modo infatti queste e numerose altre  iniziative didattiche e di ricerca, tutte di grandissima rilevanza scientifica e culturale, legate ai beni DEA, perderebbero completamente di significato.

A tal fine, esprimendole ancora il nostro sconcerto, riteniamo di affidare alla sua sensibilità la possibilità di un intervento che possa rendere giustizia riguardo un settore – ripeto ingiustamente penalizzato – e garantire alle istituzioni un apporto critico e scientifico rilevante quale quello delle competenze Demo-etno-antropologiche.
In attesa di tale suo auspicato ed autorevole intervento, le esprimiamo  insieme ai ringraziamenti rispetto a quanto riterrà di fare e alla nostra disponibilità ad ulteriori avanzamenti, i nostri migliori saluti.

Il Presidente dell’A.I.S.E.A.
Prof. Luigi M. Lombardi Satriani

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