Beni immateriali in azione

intangible heritage tangible communities

*”Irrazionalizzazione” del MiBAC: scomparsa dei profili DEA, lettera degli antropologi di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma

Posted by benimmateriali su 18 ottobre 2009

mibacstrano

Roma 17-10-2009 

È con profonda amarezza e grave  preoccupazione per il futuro dei propri studi e per il percorso professionale dei nostri laureati che i docenti del settore M-DEA/01 de La Sapienza-Università di Roma hanno appreso l’esclusione della figura  dell’antropologo culturale dai profili professionali previsti dal Ministero nel quadro di razionalizzazione e semplificazione degli stessi. Non è in discussione l’opportunità di tale riorganizzazione, ma non è difficile notare che a differenza di quanto accade in altri casi, il  profilo antropologico culturale viene, non accorpato,  ma semplicemente soppresso, o nell’interpretazione migliore, ma per altro verso più grave, riassorbito in quello storico-artistico. La decisione appare tanto più inattesa e ingiustificata alla luce dell’intenso dibattito sviluppatosi in questi anni, sia in sede universitaria che in sede ministeriale, sulla specificità delle competenze di questo settore e sulla sua centralità nel recupero e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del nostro Paese. Nella difficile congiuntura che stiamo attraversando sarebbe incomprensibile non dare pieno riconoscimento alle molte iniziative di carattere antropologico intese alla tutela e alla salvaguardia attiva del patrimonio etnografico. Non si tratta solo di difendere in astratto una specificità culturale, ma di intendere molto in concreto come -in un quadro teorico largamente innovato- il patrimonio culturale possa essere al centro di nuove forme di economia del territorio. Le esperienze in questo senso non mancano e hanno poco o nulla a che vedere con una concezione peraltro nobilissima del patrimonio artistico.

Se tale proposta dovesse purtroppo avere un seguito
•  si renderebbe vana tanta parte del lavoro didattico di questi ultimi anni,
•  sarebbero inutili le nostre scuole di specializzazione paradossalmente  e di recente istituite,
• si segnalerebbe ancora una volta il nostro ritardo rispetto alla politica culturale che
   che è in atto in paesi come Francia, Spagna e Germania,
•  si opererebbe contro il dettato e lo spirito della Convenzione UNESCO. 

Ci si augura pertanto che il Ministero e i sindacati firmatari della proposta possano riconsiderare i diversi aspetti della questione, tenendo in conto anche il parere dei rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni interessate.

Prof. Alberto M. Sobrero
Direttore dell’Area di Studi antropologici
Università di Roma, La Sapienza

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