Beni immateriali in azione

intangible heritage tangible communities

*”Irrazionalizzazione” del MiBAC: scomparsa dei profili DEA, lettera dei funzionari demoetnoantropologi del Mibac

Posted by benimmateriali su 20 ottobre 2009

mibacstrano

Arch. Antonia Pasqua RECCHIA
Direzione Generale per l’organizzazione, gli affari generali,
l’innovazione, il bilancio ed il personale
Via del Collegio Romano, 27 – 00186 -Roma
Fax 06.67232106

Gentile Direttore Generale,

in qualità di funzionari demoetnoantropologi del Mibac sentiamo l’urgenza di segnalare al gruppo di lavoro attualmente impegnato nella ridefinizione dei profili professionali del Ministero per i Beni culturali e ambientali, l’opportunità di non procedere alla eliminazione della figura del “demoetnoantropologo” inglobandone le competenze nel profilo di storico dell’arte.

La proposta di semplificazione dell’assetto generale dei ruoli tecnici e scientifici del Ministero, oltre a riproporre l’ambigua e non sostenibile commistione di competenze con ambiti discipinari assai differenti, oscurerebbe inspiegabilmente un campo di studi e di intervento sui beni culturali, che è tra i più antichi e qualificati del nostro Paese.

Ricordiamo infatti che i beni etnografici sono presenti nel nostro ordinamento di tutela sin dalla legge  n. 1089 del 1939 e che tale presenza si deve al ruolo svolto dai grandi musei etnografici, paletnologici e antropologici fondati nell’800 (il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini” di Roma, il Museo Nazionale di Antropologia ed etnologia di Firenze) e ai primi del ‘900 (il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, ora Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia).

Istituito nel 2001, a seguito della riforma che ha riconosciuto il settore dei beni culturali demoetnoantropologici nell’organizzazione del Ministero (DL 368/1998), il nostro attuale profilo è stato a lungo rivendicato fino al suo conseguimento, avvenuto nel 2006 con decreto di codesta Direzione Generale, decreto che ha posto un termine all’ingiustificata anomia scientifica e profesionale di competenze  costrette ad esistere e ad operare nel ruolo degli archeologi (Museo Pigorini) e degli storici dell’arte (Museo di arti e tradizioni popolari).

L’apporto delle figure professionali dei demoetnoantropologi nel Mibac è del resto una condizione necessaria per la seria attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio varato nel 2004 e per una corretta politica del patrimonio etnoantropologico nei musei e sul territorio.

I nostri compiti istituzionali consistono in attività di ricerca con indagini e ricognizioni etnografiche sul territorio nazionale, europeo ed extraeuropeo, finalizzate all’accertamento, all’interpretazione critica, alla valorizzazione e alla promozione dell’identità dei patrimoni materiali e immateriali (anche con riferimento ai beni etnomusicali e di tradizione orale) delle differenti culture umane. In particolare, siamo chiamati a individuare e a identificare – senza che ciò possa essere delegato o confuso con altre competenze disciplinari – la natura, l’autenticità, la provenienza, le caratteristiche e la rilevanza antropologica di tali beni, con un’attenzione sempre più frequente alle tematiche proprie delle società multietniche contemporanee.

Il profilo di demoetnoantropologo discende del resto direttamente dagli ambiti di pertinenza e d’interesse di uno specifico settore disciplinare, che ha i suoi corsi di laurea e, recentemente, anche una scuola di specializzazione in beni demoetnoantropologici.

Con la sua cancellazione o subordinazione ad altro profilo verrebbero inoltre non solo oscurate le competenze di un ruolo specifico e insostituibile, ma sarebbero oltremodo vanificate le prospettive di quanti hanno scelto quei corsi di laurea e di specializzazione, e che dunque coltivano la speranza di dedicarsi professionalmente alla salvaguardia e alla valorizzazione della memoria storica del nostro Paese, nonché ad incentivare il dialogo interculturale attraverso il riconoscimento della diversità dei patrimoni culturali.

Nel chiedere pertanto con forza il mantenimento di un autonomo profilo nei ranghi professionali del Mibac, ci auguriamo che la nostra istanza venga accolta favorevolmente.
Egidio Cossa, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Loretta Paderni, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Vito Lattanzi, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Marco Biscione, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Carlo Nobili, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Donatella Saviola, Demoetnoantropologo
Luciana Mariotti, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Milvia D’Amadio, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Emilia De Simoni, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Elisabetta Silvestrini, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Elisabetta Simeoni, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Pasqua Izzo, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore
Marisa Iori, Demoetnoantropologo Direttore Coordinatore

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