Beni immateriali in azione

intangible heritage tangible communities

Archive for agosto 2010

*31 agosto 2010: addio a Giovanni Coffarelli

Posted by benimmateriali su 31 agosto 2010

In ricordo di Giovanni Coffarelli. Un valore incancellabile.

Somma Vesuviana, l’ultimo affettuoso abbraccio a Giovanni Coffarelli

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*Arrone 28-29 agosto 2010: 50° Raduno nazionale dei Campanari

Posted by benimmateriali su 25 agosto 2010

Il 28 e il 29 agosto 2010, il Gruppo Campanari di Arrone, sostenuto dalla provincia di Terni e del Comune di Arrone, ospiterà il 50° Raduno nazionale dei Campanari, il II Raduno dei Campanari del Centro Italia e terrà a battesimo il Centro Studi Campane Valnerina – (CeSCaV).

L’arte campanaria consente la sopravvivenza di una delle ricchezze più interessanti del nostro Paese. Questo antico sapere ha regolato, per più di un millennio, il tempo sacro e quello profano, il tempo del lavoro e quello della festa. Ed ancora oggi, molte città hanno saputo preservare un panorama sonoro che le rende uniche anche grazie alla preservazione di quest’arte trasmessa solo ed esclusivamente per via orale.

L’Italia, inoltre, preserva anche saperi antichissimi custoditi da decine e decine di fonderie di campane, che producono questi bronzi seguendo procedure millenarie.

Obiettivo del Gruppo Campanari di Arrone è, dunque, quello di salvaguardare questo patrimonio culturale, sia attraverso la trasmissione del sapere, sia mediante la ricerca e lo studio. Per questo motivo, in colalborazione con il Dipartimento Scienze del Linguaggio dell’Università per stranieri di Perugia e il Comitato per la promozione del patrimonio immateriale, ha voluto istituire il Centro Studi Campane Valnerina.

La manifestazione è sostenuta dall’Amministrazione Provinciale di Terni e dall’Amministrazione Comunale di Arrone ed è realizzata in collaborazione con il Dipartimento Scienze del Linguaggio e progetto Voxteca archivio della voce dell’Università per stranieri di Perugia, il Comitato per la promozione del patrimonio immateriale, il Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani, ha ottenuto, per il suo elevato valore culturale, il patrocinio di importanti enti ed istituzioni del nostro paese: Commissione nazionale italiana per l’Unesco; Istituto centrale per la Demoetnoantropologia (Ministeri per i beni e le attività culturali), Regione Umbria, Camera di Commercio di Terni, Comunità Montana Valnerina, dal Parco Fluviale del Nera e dalla Coldiretti.

L’organizzazione di questo evento, inoltre, vuole contribuire anche alla valorizzazione turistica sostenibile e responsabile della Valnerina ternana e del paese di Arrone che pur trovandosi in una regione con grandi attrattori turistici è sempre stata sottovalutata dagli operatori turistici. Eppure, la Valnerina è una perla naturalistica e culturale. Viverla è come fare un tuffo nel passato, in una dimesione umana, oltre che naturalistica e storica, che ha preservato antichi saperi e valori che i campanari della Valnerina contribuiscono a salvaguardare.

Il Gruppo Campanari di Arrone ha promosso, in Collaborazione con il Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani, la manifestazione nazionale “Suoniamo i campanili d’Italia per sostenere i diritti umani” che si svolge ogni anno a Dicembre e che ha lo scopo di sensibilizzare, anche attraverso il suono delle campane, il tema dei diritti umani.

Nel corso del Raduno, il Vescovo di Spoleto e Norcia conferirà al campanile di Arrone il titolo di “Campanile dei diritti umani”.

II° Raduno campanari Centro Italia

Con lo scopo di proseguire l’appuntamento creato nel 2009, il gruppo Campanari di Arrone organizza un evento che offre ai campanari del Centro Italia la possibilità di confrontarsi e di elaborare politiche per salvaguardare le peculiarità delle tecniche e delle suonate che caratterizzano questo territorio ed anche di sostenere comunità dove la tradizione campanara è scomparsa.

È il caso, ad esempio, del sostegno che l’Associazione sta fornendo alla Città di Nola – in collaborazione con l’Associazione MERIDIES – per il rispristino di quest’arte che la tradizione indica aver avuto origine proprio in questo importante centro campano.

Stessa operazione è prevista nella città di Sala Consilina, dove – con la Cooperativa Thokos – si cercherà di studiare e ripristinare l’arte campanara nella Valle del Diano.

Tali attività di salvaguardia hanno consentito ai campanari di Arrone di partecipare alla stesura di uno studio realizzato dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (MIBAC) in collaborazione con il Comitato per la promozione del patrimonio immateriale, sulle “Feste e Riti d’Italia” pubblicato nell’aprile 2010.

Inaugurazione del Centro Studi Campane Valnerina (CeSCaV)

Nel corso del Raduno sarà inaugurato il centro studi con l’insediamento del Comitato scientifico, composto da:

Prof. Antonio Batinti – Università per Stranieri di Perugia

Dott. Luigi Cimarra – Storico, linguista, ricercatore ed esperto di arte campanaria

Dott.ssa Emilia De Simoni – Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (MIBAC)

Prof. Paolo Diodati – Università degli Studi di Perugia

Dott.. Antonello Lamanna Università per Stranieri di Perugia

Prof. Luigi Maria Lombardi Satriani – Università degli studi la Sapienza di Roma

Prof. Gianlcarlo Palombini Università degli Studi di Perugia

Dott.ssa Barbara Terenzi – Comitato per la promozione del patrimonio immateriale – Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani

M° Ivan Vandor – Musicista, compositore, etnomusicologo (presente nel 2011)

VOXTECA – Archivio e osservatorio permanente delle voci e dei suoni del mondo

Il Dipartimento Scienze del Linguaggio dell’Università per Stranieri di Perugia documenterà le suonate che si realizzeranno nel corso del raduno. Tali melodie entreranno a far parte del progetto VOXTECA per il CeSCaV..

Comitato Campanari Italiani

Sempre in occasione del Raduno, si creerà il Comitato Campanari Italiani, che sarà composto da tutte le associazioni, i gruppi e i soggetti che operano nel campo della salvaguardia, della trasmissione e dello studio dell’arte campanaria.

Comunità sonore

Il progetto “Comunità sonore”, ha lo scopo di valorizzare e salvagurdare quei “panorami sonori” che costituiscono parte integrante di spazi naturali, feste popolari, manifestazioni culturali e religiose. La registrazione sonora e visiva, la conservazione e la successiva condivisione degli “eventi sonori” che caratterizzano le feste e i riti del nostro paese, con particolare attenzione per quelle espressioni musicali che fanno parte integrante di queste espressioni culturali e comunitarie, sono una parte importante delle azioni di tutela che il progetto intende perseguire ed in questa sua attività ha ottenuto la collaborazione dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, che si è offerto di custodire questo patrimonio sonoro e visivo per le generazioni future.

Il Raduno prevede la partecipazione di tantissimi esponenti tra campanari e testimoni della tradizione campanara italiana che mostreranno la loro arte oltre che sulle antiche campane dei Arrone, anche su grandi carri contenenti i ‘Concerti di Campane’ forniti dalla prestigiosa Fonderia CAPANNI di Reggio Emilia.

SABATO 28 AGOSTO 2010

10:00 – 13:00 inaugurazione del Centro Studi Campane Valnerina CeSCaV e del Comitato Campanari Italiani.

15:00 Iscrizione Raduno – centro sportivo di Arrone

16.00 Presentazione Raduno Nazionale – chiesa Santa Maria Assunta di Arrone

17:00 – 20:00 Esibizione dei Campanari d’Italia – centro sportivo di Arrone

dalle 20:00 “I Vini dei Campanari” con prodotti enogastronomici a “Km Zero” con musiche e danze popolari – centro sportivo di Arrone

DOMENICA 29 AGOSTO 2010

9:30 colazione dei campanari – piazza Garibaldi di Arrone

10:00 – 12.00 Conclusione lavori del Centro Studi Campane Valnerina CeSCaV

10:30 Santa Messa nella chiesa Santa Maria Assunta, in piazza Garibaldi di Arrone, celebrata dal Vescovo dell’Archidiocesi di Spoleto e Norcia Mons. Renato Boccardo con i canti del Piccolo Coro dei Campanari di Arrone e il Coro di Calvi dell’Umbria, diretti da Marta Lombardo

12:00 Benedizione del Campanile di Arrone. Il campanile sarà benedetto con l’onorificenza di “Campanile dei Diritti Umani”.

13:30 pranzo dei campanari – centro sportivo di Arrone

16:00 esibizione dei campanari d’Italia – centro sportivo di Arrone

Gruppo Campanari di Arrone 

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*Viggiano 11-8-2010: L’arpa ritrovata di Vincenzo Bellizia

Posted by benimmateriali su 10 agosto 2010

Viggiano (Potenza) 11 Agosto 2010

In occasione della presentazione del nuovo disco dell’Associazione Culturale “Gli Amarimai” di Viggiano, sarà restituita alla Lucania e alla comunità scientifica l’arpa di Vincenzo Bellizia.

Vincenzo Bellizia era un liutaio costruttore di arpe – d’uso popolare e non – la cui maestria varcò i confini del nostro paese e pose la Lucania – ed in particolare la Val d’Agri ed il paese di Viggiano – in d…iretta concorrenza con le ben più blasonate scuole di liuteria del nord Europa.

Dopo anni di ricerche, l’Associazione Gli Amarimai ha rinvenuto e studiato uno splendido esemplare di arpa di questo liutaio lucano e presenterà lo strumento e lo studio l’11 Agosto a Viggiano.

In quella occasione si presenterà anche il primo esemplare di arpa della Val d’Agri ricostruito, dopo più di 100 anni, da Giovanni Ierardi.

Si inaugurerà anche un progetto per il reimpianto di alcuni particolari alberi dai quali i liutai della Val d’Agri ricavavano i preziosi legni armonici che resero famose le arpe lucane.

Alla manifestazione parteciperanno gli allievi della Scuola di Arpa Popolare della Val d’Agri, di cui l’Associazione Gli Amariami, insieme al Comitato per la promozione del Patrimonio immateriale, è promotrice.

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*5 agosto 2010: Vittorio Lanternari ci ha lasciato

Posted by benimmateriali su 10 agosto 2010

L’ULTIMA TAPPA DI UN PENSIERO MAGICO

di Alice Rinaldi

Non sono mai solo studiosi o solo musicisti o solo scrittori. In un certo qual modo quando se ne vanno ci rendiamo conto che alcuni di loro erano maestri che parlavano semplicemente della vita complessa. A poco tempo dalla scomparsa di Josè Saramago a lasciarci è l’antropologo Vittorio Lanternari.
Nato ad Ancona nel 1918, fu allievo dello storico delle religioni Raffaele Pettazzoni. I primi insegnamenti guidarono i suoi studi verso pioneristiche interpretazioni di antropologia religiosa insieme a Ernesto De Martino e alle ricerche (sul campo) dei fenomeni della religiosità popolare del sud Italia. I suoi studi dalla religione si ramificarono poi tra identità ed ecologia diventando docente di Antropologia ed Etnologia prima a Bari e poi a Roma presso la facoltà di Sociologia de La Sapienza, che proprio ieri in un necrologio ha comunicato la notizia.

Negli anni della giovinezza si interessò all’Africa, svolgendo un’intensa ricerca sul campo in Ghana dove visse tra l’etnia Nzema, riportata nel testo «Dèi, profeti, contadini» pubblicato nel 1988. Da qui le prime analisi sul problema del vecchio etnocentrismo di stampo colonialista, la gabbia prospettica dell’io sull’altro e tutte le definizioni conseguenti, da primitivo a razza, con «Crisi e ricerca d’identità» (1977), «Problemi di etnocentrismo e identità» (1979), fino ad «Antropologia e imperialismo» (1997). Giungendo a toccare le derive opposte del post-moderno teso verso l’antietnocentrismo entusiastico, ricercando una riequilibrata interpretazione in «L’incivilimento dei barbari. Identità, migrazioni e neo-razzismo» (1983). Nello stesso anno tornò tra laicismo e religiosità con «Festa, carisma, apocalisse», dove inaugurò l’importanza universale di un oggetto di studio che riprese più volte, visto che «non vi è né mai vi fu società umana senza feste. La Festa è una categoria della cultura, è una risposta data dall’uomo alle condizioni di precarietà» mai così attuali come oggi. Tornerà poi sulla «dimensione dionisiaca dell’animo umano», come direbbe Michel Maffesoli, nel 2006 con «Religione, magia e droga» dove dai contesti religiosi tradizionali analizza la tendenza contemporanea ai nuovi culti di tipo terapeutico come risposta all’acuta consapevolezza (ma senza segno d’azione) della crisi ecologica mondiale. Proprio in un’intervista recente Lanternari diceva che «l’uomo non si rende ancora conto in modo critico (o fa finta di non capire) che il danno portato alla natura è un danno portato all’umanità. È un danno transgenerazionale: i suoi effetti non riguardano solo il presente o il futuro prossimo, ma toccheranno anche tutti gli uomini che si presenteranno al mondo 50, 100 anni dopo di noi». Proprio sull’ecologia si è impegnato il contributo più recente di Lanternari ed è quello che per ovvie ragioni più si affaccia sull’attualità. Con «Ecoantropologia. Dall’ingerenza ecologica alla svolta etico-culturale» del 2003 Lanternari affronta, appunto, il terreno delle relazioni tra antropologia ed ecologia. In un periodo di gravi tragedie ecologiche (ma tutte umane) avvicinarsi al suo pensiero a sua volta così vicino alla natura può essere forse il modo migliore per ricordarlo concretamente.
Lanternari sosteneva, in una prospettiva ormai di incontro tra più discipline (quelle che si occupano dei ‘problemi del mondo’, dalla geologia alla climatologia) che l’ecoantropologia ha il compito di portare gli uomini verso un’autocritica sui danni quotidiani e verso un cambiamento dei costumi. In primo luogo quello dell’iperproduttivismo che ha ormai assunto (letteralmente) il regime dell’a tutti i costi, quasi un dovere totale ritenuto necessario per vivere (sempre) meglio. In un momento in cui siamo risucchiati da stili di vita tutti rivolti al presente e alla ricerca del benessere immediato, senza più mete prefissate, l’abbandono del pensiero rivolto al futuro sembra talvolta tradursi in un abbandono egoistico. Il che è paradossale, perlomeno da un punto di vista maternale, poichè nel futuro ci sono i figli. Questo filo di accuratezza è invece proprio il modo che lega l’umanità alla natura e la responsabilità all’ecologia e l’ecologia alla (e della) mente, come diceva anche Gregory Bateson. Dagli errori consapevoli – spray che bucano l’ozono, pratiche per il reciclaggio ignorate ed elettrodomestici iperattivi – agli errori umani, già fatti – il lago di petrolio dentro il golfo del Messico, l’incendio inarrestabile in Russia – e possibilmente da fare – il rinnovato interesse (economico) per l’energia nucleare – l’ecoantropologia risulta estremamente attuale. Forse più della pura ecologia (e degli ecologisti che non sembriamo in grado di sopportare). Evidentemente è vero che il problema più urgente è umano (e operativo) che realmente tecnico (e tecnologico). Diceva ancora Lanternari: «Hans Jonas, il grande filosofo tedesco del quale mi sono nutrito, nel suo libro Il principio di responsabilità ne parla, guarda caso, non in senso generico, ma in senso tipicamente ecologico. Dice che bisogna essere responsabili di quello che facciamo nei confronti della natura, sia nello spazio che nel tempo. Questo perché siamo tutti nei guai, presenti e possibili, sempre più crescenti».
Si sa, errare è umano, ma ultimamente siamo particolarmente diabolici, e sempre meno responsabili.

“Il manifesto” 8 agosto 2010

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