Beni immateriali in azione

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*Potenza 29 maggio 2010: la Iàccara di San Gerardo

Posted by benimmateriali su 27 Mag 2010

Potenza 29 Maggio 2010

il Comune di Potenza

in collaborazione con
l’Associazione Culturale Imago Historiae
e il Comitato tecnico-scientifico MMX

con il patrocinio
dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (IDEA)
e del Comitato per la Promozione del Patrimonio Immateriale (ICHNet)

dopo più di 100 anni di oblio restituisce alla comunità potentina il

RITO DELLA IACCARA

COMMEMORAZIONE DI SAN GERARDO 
Parate e rievocazioni storiche in onore del Santo Patrono della Città

Le parate e le rievocazioni storiche del giorno 29 maggio 2010, in occasione della commemorazione di San Gerardo, patrono della città di Potenza, prevedono tre ambientazioni che vanno a rappresentare tre periodi storici ben precisi, e cioè il XIX, il XVI e il XII secolo.
Il primo ambiente fa riferimento ad una nota descrizione che Raffaele Riviello riporta in un suo libro dedicato alle tradizioni del popolo potentino: in essa, il Riviello racconta non solo il momento della parata cosiddetta dei Turchi ma anche tutto il clima di festa e di preparazione che precede la stessa parata. Per questo motivo, si è pensato di organizzare anche un quadro descrittivo di questa ambientazione che precederà temporalmente le parate e rievocazioni della serata: esso sarà messo in scena nel primo pomeriggio del giorno 29 maggio, a Piazza Matteotti, la vecchia Piazza Sedile, scena che riproporrà il popolo festante in attesa che, con travestimenti e con l’uso di trucco, si accinge a festeggiare il Santo Patrono.
Il secondo ambiente fa riferimento ad un documento storico del 1578 nel quale si descrive il popolo potentino che vestito alla turchesca e alla moresca accoglie in città il nuovo conte Alfonso de Guevara: per preparare questa quadro si è salvaguardata la tradizione della parata e si è inserita la rappresentazione di San Gerardo bambino che su una barca salva la città dall’invasione dei Turchi.
Infine, il terzo ambiente vuole rappresentare il momento di devozione verso “ u prut’tor ” e mettere in evidenza la religiosità dei potentini durante il XII secolo quando San Gerardo, dopo il suo vescovado durato dal 1111 al 1119, venne santificato vox populi divenendo Santo Patrono della città di Potenza.
Ogni quadro sarà preceduto da banditori che racconteranno agli spettatori tutte le scene con dovizia di particolari.
La parata, al contrario degli anni precedenti, seguirà un percorso inverso poiché partirà dal Campo Sportivo Viviani per giungere nel centro storico, attraverso Porta Salza e, si concluderà a Largo Duomo.

* * *

Così Raffaele Riviello, nel 1893, in Ricordi e note su costumanze, vita e pregiudizi del Popolo Potentino, descrive il rito della iàccara:

“Nella vigilia, in sull’ora del vespero, si portavano in città, a suono di pifferi, di tamburi, o di bande, le iaccare (fiaccate) , cioè grandi falò, fatti di cannucce affasciate attorno ad una trave sottile e lunghissima, per divozione di qualche bracciale possidente, di proprietario vanitoso, o per incarico dei Procuratori della festa.
Il trasporto di una iaccara formava una vera scena di brio e di festa per plebe e per monelli.
Molte coppie di contadini giovani e robusti la portano sulle spalle. Sopra vi sta uno, vestito a foggia di buffo o di pagliaccio, che tenendosi diritto ad un reticolato, o disegno di cannucce, su cui è posta tra foglie e fiori la fiura, o immagine di S. Gerardo, grida, declama, gesticola e dice a sproposito, eccitando la gente a guardare e ridere, per accrescere l’allegrezza della festa. E la gente si affolla per vedere, fa largo, e ride tutta contenta. Di tanto in tanto ì portatori si danno la voce per regolare le forze e i passi, si fermano per ripigliare un po’ di lena ed asciugarsi il sudore con una tracannata di vino; giacchè vi è sempre chi li accompagna col fiasco e li aiuta a bere, senza farli muovere di posto.
Come si giunge al luogo, ove è il fosso per situare la iaccara, la scena muta per folla dì curiosi, rozzo apparato di meccanica e timore di disgrazia. Si attaccano funi, si preparano scale ed altri puntelli; ed al comando chi si affatica di braccia e di schiena, chi adatta scale e grossi pali per leva e sostegno, e citi da finestre e da balconi tira o tien ferme le funi. E ad ogni comando si raddoppiano gli sforzi, si fa sosta e silenzio, secondo che nell’alzarsi lentamente la iaccara il lavoro procede con accordo di forze, o presenta difficoltà e pericolo.
Appena si vede alzata, prorompe un grido di gioia; tamburi e bande suonano a frastuono, e la gente con viva compiacenza guarda di quanto la iaccara supera in altezza le case vicine.
Le iaccare si innalzavano nei luoghi più larghi; in Piazza, innanzi alla Chiesa di S. Gerardo, avanti a lu Palazz’ di lu Marchese, (oggi Liceo), a Portasalza, di fronte a lu castiedd (Ospedale S. Carlo).
Per accenderle, la vigilia a sera, bisognava arrampicarsi sino alla cima, e non senza fatica.
Queste grandi fiaccole erano i fari fiammeggianti della festa per farli vedere da lontano. Ardevano tutta la notte, e illuminavano a giorno tutto il vicinato, la cui gente godeva e si divertiva a quella vista.”

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*Presentazione a Venafro di “Conoscenze: Patrimonio immateriale del Molise” (28/4/2010)

Posted by benimmateriali su 26 aprile 2010

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise

MERCOLEDI 28 APRILE 2010 – ORE 17.00

VENAFRO (Isernia) – CASTELLO PANDONE

presentazione del volume
“CONOSCENZE: PATRIMONIO IMMATERIALE DEL MOLISE”

(a cura di Emilia De Simoni – BetaGamma, Viterbo 2009)

Sarà presentato a Venafro, il 28 aprile alle ore 17.00, al Castello Pandone, il numero monografico della rivista “Conoscenze” dedicato alle tradizioni festive del Molise.

La presentazione sarà introdotta da Daniele Ferrara, Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise. Interverranno: Renato Cavallaro, Professore di Sociologia generale all’Università Sapienza di Roma; Antonietta Caccia, Presidente dell’Associazione Circolo della Zampogna; Mauro Gioielli, Demologo. Sarà inoltre presente Francesco Scoppola, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, già Direttore Regionale del Molise.

Info:
Castello Pandone di Venafro (IS) tel. 0865 904698
Soprintendenza BSAE del Molise, Campobasso
Tel. 0874 431354 Fax 0874 431351
sbsae-mol@beniculturali.it

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*XII Settimana della Cultura: Omaggio a Diego Carpitella (22/4/2010)

Posted by benimmateriali su 11 aprile 2010

Ministero per i Beni e le Attività Culturali – XII Settimana della Cultura

Omaggio a Diego Carpitella

giovedì 22 aprile 2010 – ore 10.30 e ore 14.30
Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi
Via Michelangelo Caetani 32 – Roma

Il 22 aprile 2010 l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA) e l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (IDEA) organizzano, presso l’Auditorium dell’ICBSA,  una giornata dedicata a Diego Carpitella (1924-1990), nel ventennale della sua scomparsa.

Alle ore 10.30 interverranno: Massimo Pistacchi, Stefania Massari, Luigi M. Lombardi Satriani, Agostino Ziino e Francesco Giannattasio.

Alle ore 14.30 verranno proiettati alcuni esempi dell’antropologia visiva di Diego Carpitella, presentati da Emilia De Simoni:

Materiali di Antropologia Visiva 4: Alan Lomax racconta l’esperienza etnomusicologica in Italia con Diego Carpitella (1991, 6’)
Realizzazione: Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari, 2003.

Meloterapia del tarantismo (1960, 7’)
di Diego Carpitella
Ed. a cura di F. De Melis; Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari e Centro FLOG, 1995.

Cinesica 1: Napoli (1973, 45’)
Regia: Diego Carpitella; aiutoregia: R. Assuntino; ricerche: D. Carpitella, G. Bonicelli, R. Assuntino, S. Testa (DFA – Istituto di Storia delle Tradizioni Popolari dell’Università La Sapienza); montaggio: R. Perpignani; fotografia: G. Bonicelli; produzione: Istituto Luce.

Suoni: Calabria “zampogna e chitarra battente” (1981, 31’)
Collana “I suoni” diretta da Diego Carpitella
Fotografia: G. Bonicelli; suono: R. Faidutti; aiuto regia: F. Giannattasio; montaggio C. Conversi; produzione: Bocca di Leone Cinematografica, RAI.

MIV 10: cantigos a boghe ‘e chiterra (1991, 10’)
Collana Musica & Identità/Video fondata da Diego Carpitella
Regia: F. De Melis; produzione: Discoteca di Stato, Associazione Italiana di Cinematografia Scientifica, Cattedra di Etnomusicologia del Dip. di Studi Glotto-Antropologici dell’Università La Sapienza, Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari.

***

Con questa iniziativa i due Istituti intendono rendere omaggio all’etnomusicologo che, con la sua intensa attività di ricerca e con i suoi studi, ha contribuito in maniera determinante alla documentazione e alla valorizzazione del patrimonio immateriale etnomusicologico del nostro Paese.

Per il suo impegno culturale e per il suo rigore scientifico, Diego Carpitella si può considerare un maestro non soltanto nel campo dell’etnomusicologia, ma anche nel settore dell’antropologia visiva. Dall’avvio, negli anni ’50 dello scorso secolo, delle prime “spedizioni etnologiche” con Ernesto de Martino (1908-1965) e delle ricerche sul campo con Alan Lomax (1915-2002), l’attività dello studioso si è svolta lungo un percorso caratterizzato da quella che si potrebbe definire una “rigorosa passione”, tesa a restituire dignità alle espressioni del folklore musicale italiano e a promuoverne la conoscenza.

Nel tempo questo impegno ha sollecitato Carpitella ad approfondire ulteriori forme di osservazione e documentazione, ponendo le basi per l’antropologia visiva in Italia,  intesa come metodo imprescindibile nella ricerca demoetnoantropologica.

Per le significative collaborazioni con la Discoteca di Stato, oggi ICBSA, e con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, oggi IDEA, rappresentate dalla produzione dei MIV – Musica e Identità Video, e dalla rassegna MAV – Materiali di Antropologia Visiva, Diego Carpitella si pone come una figura centrale nella storia dei due Istituti.

L’iniziativa proporrà dunque, attraverso presentazioni, sequenze sonore e filmiche, l’attualità dell’opera di Carpitella, oggi, nell’ambito degli studi demoetnoantropologici e nell’attività di valorizzazione del patrimonio immateriale condotta dal MiBAC.

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*Presentazione del volume “Conoscenze: Patrimonio Immateriale del Molise” a cura di Emilia De Simoni (21/4/2010)

Posted by benimmateriali su 11 aprile 2010

 

Ministero per i Beni e le Attività Culturali – XII Settimana della Cultura

Presentazione del volume
“Conoscenze: Patrimonio Immateriale del Molise” a cura di Emilia De Simoni

mercoledì 21 aprile 2010 – ore 17.00
Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – Chiesa delle zitelle
Via di San Michele, 18 – Roma

Nell’ambito dell’iniziativa sul patrimonio etnoantropologico immateriale, curata dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (IDEA), verrà presentato il numero monografico della rivista “Conoscenze”, dedicato al patrimonio immateriale del Molise (BetaGamma, Viterbo 2009).

Il volume documenta il progetto di etnografia visiva sulle tradizioni festive molisane, promosso dall’IDEA e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise.

Alberto M. Cirese interverrà sul tema “Un ricordo di ricerche molisane”.

Conoscenze: Patrimonio Immateriale del Molise” sarà presentato da Renato Cavallaro.

scheda del volume

***

programma

PATRIMONIO ETNOANTROPOLOGICO IMMATERIALE: ESITI DI RICERCHE SUL CAMPO 

Ore 17.00

Introduce
Laura Moro, Direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione

Intervengono

Antonia Pasqua Recchia, Direttore Generale per l’organizzazione, gli affari generali, l’innovazione, il bilancio ed il personale

Stefania Massari, Direttore dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

Relazioni

Renato Cavallaro, Professore di Sociologia generale, Università Sapienza – Roma
Presentazione del volume Conoscenze. Patrimonio immateriale del Molise a cura di Emilia De Simoni, 2009

Alberto M. Cirese, Professore emerito di Antropologia culturale, Università Sapienza – Roma
Un ricordo di ricerche molisane

Emilia De Simoni
La ricerca di etnografia visiva e i dati di catalogazione sul patrimonio immateriale del Molise

Sandra Vasco
Esiti del progetto PACI dell’ICCD

Roberta Tucci
Il recupero delle banche dati della Videoitalia e del CNR

Paola Elisabetta Simeoni
La catalogazione con la scheda BDI ridotta per la inventariazione: elementi della “Dieta mediterranea” in Puglia, Basilicata, Lazio

 

Ore 19.30 – 20.15 – Chiostro delle Zitelle

Concerto di Musiche e canti di tradizione popolare dell’amatriciano (Amatrice – Rieti)
Organizzazione di Mario Ciaralli
Terzine, quartine, canto in ottava rima a contrasto
Suonate strumentali con zampogna (ciaramelle) e organetto: saltarello, accompagnamento della sposa (piagnereccia, camminereccia, crellereccia)
Nello Sciarra, ciaramelle
Pietro De Acutis, cantore-poeta
Donato De Acutis, cantore-poeta e organetto
Giampiero Giamogante, cantore-poeta

 

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*Presentazione del volume “Feste e Riti d’Italia – Sud 1” (19/4/2010)

Posted by benimmateriali su 10 aprile 2010

Ministero per i Beni e le Attività Culturali – XII Settimana per la Cultura

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia – ICHnet

presentazione del volume
Feste e Riti d’Italia – Sud 1 (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia)
a cura di Stefania Massari

Roma, 19 aprile 2010 – ore 17.30
Biblioteca di archeologia e storia dell’arte
Via del Collegio Romano, 27 – Roma

Intervengono:

Mario Lolli Ghetti
Direttore Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee

Gregorio Botta
Vice Direttore “La Repubblica”

Luigi M. Lombardi Satriani
Ordinario di Antropologia presso l’Università di Roma “Sapienza”

Massimo Pistacchi
Direttore dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi

Coordina:

Barbara Terenzi
Coordinatore del Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani

***

Feste e Riti d’Italia – Sud 1 (De Luca, Roma 2009)
elenco delle feste:

BASILICATA
Madonna del Sacro Monte, Viggiano
Santissimo Crocifisso, Brienza
Madonna del Pollino, San Severino Lucano
Madonna della Bruna, Matera
Madonna del Carmine, Avigliano
San Rocco, Tolve,
Madonna del Carmelo, Pedali di Viggianello

CALABRIA
Settimana Santa, Battenti rossi, Verbicaro
San Rocco, Gioiosa Jonica
Madonna di Polsi o della Montagna, Polsi di San Luca
Santi Cosma e Damiano, Riace

CAMPANIA
Maria Santissima del Carmine detta delle Galline, Pagani
Madonna dell’Arco, Sant’Anastasia
San Michele Arcangelo, Sala Consilina
San Michele Arcangelo, Padula
San Michele Arcangelo, Rutino
Gigli per la festa di San Paolino, Nola
Santa Maria della Neve, Ponticelli
San Silvestro, Sessa Aurunca

MOLISE
Carnevale, il Diavolo, Tufara
Madonna Incoronata, Santa Croce di Magliano
Carrese per la festa di San Leo, San Martino in Pensilis
Mája, Acquaviva Collecroce
Corpus Domini, Misteri, Campobasso
Volo dell’Angelo per la festa della Madonna delle Grazie, Vastogirardi

PUGLIA
Maria Santissima Addolorata, Molfetta
Settimana Santa, Ruvo
Settimana Santa, Taranto
San Michele Arcangelo, Monte Sant’Angelo

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*Patrimonio immateriale del Molise

Posted by benimmateriali su 9 dicembre 2009

 

CONOSCENZE: PATRIMONIO IMMATERIALE DEL MOLISE
a cura di Emilia De Simoni
BetaGamma, Viterbo 2009
pp. 160
ISSN 1827-0069

Il numero monografico della rivista Conoscenze dedicato al patrimonio immateriale del Molise presenta alcuni risultati del progetto di etnografia visiva avviato, nel 2005, dal Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, attualmente Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise. Il volume, curato da Emilia De Simoni, responsabile del progetto di ricerca, contiene un saggio di Renato Cavallaro sulle campagne fotografiche realizzate in Molise, tra il 1972 e il 1975, per conto del Museo. Ai testi introduttivi della curatrice, relativi all’etnografia visiva e alla ricerca condotta tra il 2005 e il 2009, seguono le schede di 13 feste molisane: Santa Cristina a Sepino, Sant’Antonio Abate a Colli a Volturno, Sant’Anastasio ad Acquaviva d’Isernia, San Biagio e San Leo a San Martino in Pensilis, il Carnevale dei Mesi a Bagnoli del Trigno e a Cercepiccola, il Carnevale dell’Uomo Cervo a Castelnuovo al Volturno, il Carnevale del Diavolo a Tufara, San Giuseppe a Casacalenda e a Termoli, la Processione del Cristo Morto a Isernia, la Pagliara a Fossalto. Le schede sono accompagnate da un corredo iconografico che sottolinea le fasi principali degli eventi festivi. In appendice vengono riportati: un indice cronologico della ricerca, suddiviso per località, date e temi; una bibliografia generale; un percorso fotografico relativo a tutte le feste documentate.

 

I N D I C E

Presentazioni

p. II    Antonia Pasqua Recchia
p. IV   Ruggero Martines
p. V    Francesco Scoppola
p. VI   Stefania Massari

Patrimonio immateriale del Molise

p. 1     Emilia De Simoni: Etnografia visiva tra mappa e territorio
p. 7     Renato Cavallaro: Le campagne fotografiche in Molise per il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari (1972-1975)
p. 17   Emilia De Simoni: La ricerca sul patrimonio immateriale del Molise (2005-2009)
p. 31   Donato D’Alessandro: Appunti di ricerca

Testi e immagini*

p.  33   Sepino: Santa Cristina
p.  38   Colli a Volturno: Sant’Antonio Abate
p.  42   Acquaviva d’Isernia: Sant’Anastasio
p.  47   San Martino in Pensilis: San Biagio
p.  52   Bagnoli del Trigno: Carnevale, Mesi
p.  59   Cercepiccola: Carnevale, Mesi
p.  65   Castelnuovo al Volturno: Carnevale, Uomo Cervo
p.  71   Tufara: Carnevale, Diavolo
p.  79   Casacalenda: San Giuseppe
p.  88   Termoli: San Giuseppe
p.  95   Isernia: Processione del Cristo Morto
p. 102  San Martino in Pensilis: San Leo, Carrese
p. 112  Fossalto: Pagliara

Appendice

p. 119   Indice cronologico della ricerca 2005-2009
p. 124   Bibliografia generale
p. 135   Ringraziamenti
p. 137   Percorso fotografico

*Testi di Emilia De Simoni – Fotografie di Donato D’Alessandro e Emilia De Simoni

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*Scuola di Specializzazione in beni demoetnoantropologici

Posted by benimmateriali su 26 novembre 2009

Scuola di Specializzazione in BENI DEMOETNOANTROPOLOGICI

Castiglione del Lago (Perugia)

La Scuola di Specializzazione in beni demoetnoantropologici dell’Università degli Studi di Perugia, istituita in base al Decreto Ministeriale 31 gennaio 2006 “Riassetto delle Scuole di specializzazione nel settore della tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale”, ha lo scopo di curare la preparazione scientifica nel campo delle discipline demoetnoantropologiche impegnate nella conoscenza dei beni culturali e di fornire competenze professionali nell’ambito di attività per cui “Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione (Codice dei beni culturali e del paesaggio art.1) con attenzione particolare, nell’ambito della fruizione e valorizzazione, agli Istituti e luoghi della cultura (Codice articolo 101) e al museo in quanto struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio” (ibid.). Essa intende riferirsi, nella formazione, anche alla “Carta delle professioni museali” dell’ICOM-Italia (“International Council of Museums”, aderente all’UNESCO) e alla Convenzione UNESCO sulla Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale condivisa dallo Stato italiano. Rilascia il diploma di specialista in beni demoetnoantropologici con l’indicazione del curriculum seguito. Gli specializzati dovranno essere in grado di operare con funzioni di elevata responsabilità relativamente al patrimonio antropologico: nei competenti livelli amministrativi e tecnici del MIBAC; nei musei e nelle altre strutture pubbliche preposte alla catalogazione, tutela, conservazione, restauro, gestione, valorizzazione e allestimento; in strutture pubbliche e private che abbiano funzioni e finalità organizzative, culturali, editoriali e di ricerca; in organismi privati, fondazioni, ONG, organismi internazionali operanti nel settore del patrimonio antropologico; nella prestazione autonoma di servizi altamente qualificati, nell’ambito della ricerca, della conoscenza critica, della catalogazione, della didattica.

Bando 2010

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*MiBAC: forse ripristinato il profilo di Demoetnoantropologo…

Posted by benimmateriali su 20 novembre 2009

 Chiarimenti nei prossimi giorni

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