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*Terremoto in Abruzzo: Cocullo senza serpi

Posted by benimmateriali su 6 maggio 2009

san-domenicoNiente rito serpari a Cocullo, ferita da sisma
(di Eleonora Sasso)

COCULLO (L’AQUILA) – A memoria d’uomo non era mai accaduto di vedere le vie di Cocullo deserte, il primo giovedi’ di maggio, non affollate all’inverosimile dal corteo che segue la statua di San Domenico per il rito dei Serpari. C’e’ voluto un terremoto – e purtroppo stavolta non e’ un modo di dire – per far annullare l’evento, che ha sempre richiamato decine di migliaia di turisti. L’anno scorso c’erano code fin sull’autostrada A25, fu necessario chiudere il casello.
Niente ”serpari”, a Cocullo, quindi giovedi’ prossimo, 7 maggio, un giorno e un mese dopo il sisma che ha devastato L’Aquila e la sua provincia. Nel piccolo borgo medievale – a 900 metri su una dorsale che divide la valle peligna da quella del Fucino – sorto sul sito di una fortificazione preromana e sovrastato dalla torre del castello Piccolomini, sono evidenti i segni della scossa del 6 aprile: lesionata la cupola della chiesa di san Domenico, gia’ danneggiata dai terremoti del 1915, del 1934, del 1984; seri problemi anche per la chiesa di Santa Maria delle Grazie, del XIV secolo. Le messe, da un mese, si celebrano all’aperto. O nella sala del Consiglio comunale. ”Troppo pericoloso far transitare migliaia di turisti e fedeli nel centro storico, parzialmente inagibile” aveva fatto sapere gia’ il 16 aprile Nicola Risio, sindaco del paese di circa 300 abitanti. Una decisione presa a malincuore, ma inevitabile. ”Manca la sicurezza, e non c’e’ neanche l’atmosfera di festa”, spiega Mario Volpe, che gia’ quindicenne partecipava all’organizzazione.

”Sono quasi quarant’anni che sono nel comitato organizzatore – dice -. Anche noi abbiamo avuto una vittima, una ragazza del paese e’ rimasta sotto le macerie all’Aquila, come potremmo festeggiare?”. Sono centinaia le telefonate arrivate da ogni parte d’Italia e dall’estero per chiedere informazioni. Di norma arrivano dalle ventimila alle quarantamila persone per omaggiare la statua di san Domenico che, vestita di rettili innocui, verso mezzogiorno esce dalla chiesa dove sono custodite le reliquie del santo. Il rito ha radici nel culto delle popolazioni marse per la dea Angizia; si trasformo’ dopo il Mille, quando l’abate benedettino Domenico si stabili’ a Cocullo dove, secondo la tradizione, salvo’ i contadini da un’invasione di vipere. La processione dei Serpari appare in una tela di Michetti presentata, nel 1900, all’esposizione Universale di Parigi. Qualche anno fa il rito e la sua suggestione finirono sul ”New York Times”. Il comitato costituito dalla Pro Loco aveva avviato la raccolta di fondi – casa per casa, ogni domenica – a inizio marzo; poi erano arrivati i consueti contributi dagli emigranti di Canada, Stati Uniti e Australia.

Con i primi tepori primaverili era cominciata la cattura delle serpi. Tutto sara’ rimandato all’anno prossimo. Quando si spera che le famiglie che ora hanno la casa inagibile avranno abbandonato le tende. 

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