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*XII Settimana della Cultura: Omaggio a Diego Carpitella (22/4/2010)

Posted by benimmateriali su 11 aprile 2010

Ministero per i Beni e le Attività Culturali – XII Settimana della Cultura

Omaggio a Diego Carpitella

giovedì 22 aprile 2010 – ore 10.30 e ore 14.30
Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi
Via Michelangelo Caetani 32 – Roma

Il 22 aprile 2010 l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA) e l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (IDEA) organizzano, presso l’Auditorium dell’ICBSA,  una giornata dedicata a Diego Carpitella (1924-1990), nel ventennale della sua scomparsa.

Alle ore 10.30 interverranno: Massimo Pistacchi, Stefania Massari, Luigi M. Lombardi Satriani, Agostino Ziino e Francesco Giannattasio.

Alle ore 14.30 verranno proiettati alcuni esempi dell’antropologia visiva di Diego Carpitella, presentati da Emilia De Simoni:

Materiali di Antropologia Visiva 4: Alan Lomax racconta l’esperienza etnomusicologica in Italia con Diego Carpitella (1991, 6’)
Realizzazione: Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari, 2003.

Meloterapia del tarantismo (1960, 7’)
di Diego Carpitella
Ed. a cura di F. De Melis; Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari e Centro FLOG, 1995.

Cinesica 1: Napoli (1973, 45’)
Regia: Diego Carpitella; aiutoregia: R. Assuntino; ricerche: D. Carpitella, G. Bonicelli, R. Assuntino, S. Testa (DFA – Istituto di Storia delle Tradizioni Popolari dell’Università La Sapienza); montaggio: R. Perpignani; fotografia: G. Bonicelli; produzione: Istituto Luce.

Suoni: Calabria “zampogna e chitarra battente” (1981, 31’)
Collana “I suoni” diretta da Diego Carpitella
Fotografia: G. Bonicelli; suono: R. Faidutti; aiuto regia: F. Giannattasio; montaggio C. Conversi; produzione: Bocca di Leone Cinematografica, RAI.

MIV 10: cantigos a boghe ‘e chiterra (1991, 10’)
Collana Musica & Identità/Video fondata da Diego Carpitella
Regia: F. De Melis; produzione: Discoteca di Stato, Associazione Italiana di Cinematografia Scientifica, Cattedra di Etnomusicologia del Dip. di Studi Glotto-Antropologici dell’Università La Sapienza, Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari.

***

Con questa iniziativa i due Istituti intendono rendere omaggio all’etnomusicologo che, con la sua intensa attività di ricerca e con i suoi studi, ha contribuito in maniera determinante alla documentazione e alla valorizzazione del patrimonio immateriale etnomusicologico del nostro Paese.

Per il suo impegno culturale e per il suo rigore scientifico, Diego Carpitella si può considerare un maestro non soltanto nel campo dell’etnomusicologia, ma anche nel settore dell’antropologia visiva. Dall’avvio, negli anni ’50 dello scorso secolo, delle prime “spedizioni etnologiche” con Ernesto de Martino (1908-1965) e delle ricerche sul campo con Alan Lomax (1915-2002), l’attività dello studioso si è svolta lungo un percorso caratterizzato da quella che si potrebbe definire una “rigorosa passione”, tesa a restituire dignità alle espressioni del folklore musicale italiano e a promuoverne la conoscenza.

Nel tempo questo impegno ha sollecitato Carpitella ad approfondire ulteriori forme di osservazione e documentazione, ponendo le basi per l’antropologia visiva in Italia,  intesa come metodo imprescindibile nella ricerca demoetnoantropologica.

Per le significative collaborazioni con la Discoteca di Stato, oggi ICBSA, e con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, oggi IDEA, rappresentate dalla produzione dei MIV – Musica e Identità Video, e dalla rassegna MAV – Materiali di Antropologia Visiva, Diego Carpitella si pone come una figura centrale nella storia dei due Istituti.

L’iniziativa proporrà dunque, attraverso presentazioni, sequenze sonore e filmiche, l’attualità dell’opera di Carpitella, oggi, nell’ambito degli studi demoetnoantropologici e nell’attività di valorizzazione del patrimonio immateriale condotta dal MiBAC.

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*Carpino 3/8/2009: omaggio a Diego Carpitella e Roberto Leydi

Posted by benimmateriali su 21 luglio 2009

 

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‘SENTITE BUONA GENTE’ AL CARPINO FOLK FESTIVAL 2009 CON L’ARCHIVIO SONORO DELLA PUGLIA – 3 AGOSTO

Arrivato alla quattordicesima edizione, il festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano ed organizzato nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e col sostegno della Birra Dreher

presenta La straordinaria capacità di fascinazione dell’altra musica

Con la proiezione inedita dello spettacolo intitolato ‘Sentite buona gente’, il Carpino Folk Festiva e l’Archivio Sonoro della Puglia riporteranno in vita gli strepitosi gruppi di musicisti tradizionali che nell’inverno del 1967 al Teatro Lirico di Milano dimostrarono con una straordinaria capacità di fascinazione che “esistono, anche in Italia, modi diversi di fare musica, non scritta, ma non per questo meno valida”. Accadrà Lunedì 3 agosto alle ore 22 nel Largo San Nicola di Carpino (FG), appuntamento della quattordicesima edizione del ‘Carpino Folk Festival’, il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni.

Proiezione del video/documento “Sentite buona gente”

Sentite buona gente. Prima rappresentazione di canti, balli e spettacoli popolari italiani.

A cura di Roberto Leydi con la collaborazione di Diego Carpitella, regia di Alberto Negrin.

Si tratta di una testimonianza straordinaria di strepitosi gruppi di musicisti tradizionali, al massimo del loro vigore espressivo e performativo.

Nel Programma dello spettacolo c’era scritto: “Le voci vive e vere dei contadini, dei pastori, dei montanari, degli operai di Carpino (Foggia), Ceriana (Imperia), Crema (Cremona), Maracalagonis (Cagliari), Nardò (Lecce), Orgosolo (Nuoro), San Giorgio di Resia (Udine) e Venaus (Torino), i loro balli, i loro strumenti, le manifestazioni della loro civiltà testimoniano della presenza attiva della cultura popolare nel mondo moderno. Ballate storiche, canzoni narrative, canti di lavoro, mutettus, stornelli, sos tenores, sunetti, la terapia musicale del tarantismo pugliese, la danza delle spade, il ballo tondo, la tarantella, la Resiana, launeddas, solittu, organetto, tamburello, violino, violoncello, chitarra, chitarra battente, triangolo”.

Lo spettacolo aveva una doppia finalità dichiarata da Leydi:

– avvertire il grosso pubblico che “esistono, anche in Italia, modi diversi di fare musica, non scritta, ma non per questo meno valida”

– far cadere il vecchio adagio sulla legittimità di portare “fuori contesto” le espressioni musicali tradizionali. Infatti la spettacolarità intrinseca dei cantori cosiddetti popolari è una spettacolarità “universale”, cioè valida anche al livello di altre classi sociali e diverse strutture economiche.

Le musiche degli autentici cantori e suonatori popolari dimostrarono in quella prima occasione del tutto decontestualizzata dal normale campo di azione, una forza comunicativa propria e una capacità di fascinazione tale da non richiedere la mediazione dei gruppi di riproposta. Da quel momento le strade del folk revival e degli spettacoli degli autentici informatori si divisero.

La Puglia era rappresentata da ben due gruppi, i suonatori di Carpino (Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Rocco Di Mauro, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosimo) e i musici di Nardò (Luigi Stifani, Pasquale Zizzari, Giuseppe Ingusci e Salvatora Marzo “Za’ Tora”).

Sentite Buona Gente – 1966-67 – Fotografia Ciminaghi Luigi

http://www.carpinofolkfestival.com

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