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*La gastronomie française a peu de chances d’être classée à l’Unesco

Posted by benimmateriali su 7 luglio 2008

Segnalato da Giuseppe Torre:

L’inscription de la “gastronomie française” au “patrimoine culturel immatériel de l’humanité” est vouée à l’échec, a estimé le président de la convention pour la sauvegarde du patrimoine culturel immatériel de l’Unesco!

Il “n’y a pas de catégorie à l’Unesco pour la gastronomie”, a déclaré le président de la convention pour la sauvegarde du patrimoine culturel immatériel de l’Unesco, Chérif Khaznadar, lors d’une table ronde organisée dans le cadre du premier festival gastronomique “Gastronomy by the Seine”, qui se tenait ce week-end sur des yachts à Paris. “La convention, ni dans l’esprit, ni dans la lettre, ne peut inclure la gastronomie”, a-t-il ajouté. M. Khaznadar a souligné que seuls des “éléments” précisément identifiés pourraient figurer sur une liste du patrimoine immatériel. “Je crains beaucoup qu’une présentation d’un dossier de “gastronomie” n’aille pas plus loin”, a-t-il poursuivi.

Le patrimoine immatériel, tel qu’il est défini dans une convention de 2003, comprend notamment les “pratiques sociales, rituels et événements festifs” et les “savoir-faire liés à l’artisanat traditionnel”. “Il nous semble que le patrimoine culinaire français entre complètement” dans le domaine de cette convention, a estimé au contraire le président de la mission de soutien au dossier français, Jean-Robert Pitte. Pour convaincre M. Khaznadar, “il faut être du Sud et avoir une petite bourrée, une petite danse” à faire inscrire, a ajouté M. Pitte. “En revanche, cet élément majeur de la culture française” qu’est la cuisine “pour lui n’y entre pas”, a-t-il déploré, tout en soulignant que M. Khaznadar “n’est pas le seul à décider”.

Le président Nicolas Sarkozy avait annoncé le 23 février que la France allait déposer auprès de l’Unesco une demande de classement de sa gastronomie au patrimoine mondial immatériel de l’humanité. Le dossier devrait être déposé en août 2009 et l’Unesco devrait faire connaître sa décision début 2010. Aucune gastronomie n’a pour l’instant été inscrite au patrimoine immatériel de l’humanité.

Hélène Favier

http://www.europe1.fr/Decouverte/Tendances/Gastronomie/La-gastronomie-francaise-a-peu-de-chances-d-etre-classee-a-l-Unesco/(gid)/149162

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*alla ricerca di un’identità… alimentare

Posted by benimmateriali su 26 giugno 2008

Palazzo Madama ha approvato all’unanimità la mozione promossa da De Castro che chiede al governo di presentare il dossier di candidatura all’Unesco

 

Il Senato: “La dieta mediterranea diventi patrimonio dell’umanità”

 

Iniziativa congiunta di Italia, Spagna, Grecia e Marocco all’insegna di “un’identità alimentare e culturale comune”

 

ROMA – Un piatto di pasta condita con pomodoro e olio extravergine, accompagnato da un bicchiere di vino, formaggi tipici e frutta di stagione. E’ solo qualche esempio di alimenti alla base della dieta mediterranea, un modo di nutrirsi apprezzato in tutto il mondo che va salvaguardato. Su questo tutti d’accordo, anche nel litigioso mondo politico italiano: il Senato ha approvato all’unanimità una mozione per il riconoscimento della dieta mediterranea come “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. Presentata da Paolo De Castro (Pd) e sottoscritta da 100 senatori, la mozione è un atto formale per impegnare il governo alla “salvaguardia e valorizzazione” della dieta mediterranea e a “proseguire con grande determinazione” le iniziative perché venga inserita nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

 

Il primo impegno chiesto al governo dalla mozione è quello di presentare all’Unesco, entro la scadenza prevista per il 14 agosto, il dossier di candidatura della dieta mediterranea all’inserimento nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un’iniziativa congiunta di Italia, Spagna, Grecia e Marocco, all’insegna di “un’identità alimentare e culturale comune”.

 

“La dieta mediterranea è parte integrante dell’identità storica e culturale del Mediterraneo e opportunità di crescita economica per i Paesi dell’area – ha detto De Castro, ex ministro delle Politiche agricole, nel presentare la sua mozione all’Aula di palazzo Madama. – Tale modello di alimentazione, che continua a essere un punto di riferimento sia perché incontra il gusto di milioni di consumatori sia per il ruolo preventivo che la scienza della nutrizione le riconosce, non è solo un modo di nutrirsi, ma è espressione di un intero sistema culturale improntato alla salubrità, alla qualità degli alimenti e alla loro distintività territoriale”.

 

“La tradizione e l’innovazione – ha spiegato De Castro – sono due elementi che coesistono efficacemente nella dieta mediterranea e che saranno un prezioso alleato anche in previsione della prossima zona euromediterranea di libero scambio del 2010. Per il nostro Paese, in particolare, uno dei più importanti vantaggi competitivi è oggi rappresentato da un patrimonio enogastronomico straordinario, ricco di molteplici valori materiali e immateriali che si saldano ai territori rafforzandone l’attività e le chance di sviluppo”. Il senatore del Pd ha anche evidenziato che “la difesa delle produzioni mediterranee è un elemento strategico e prioritario per la politica agroalimentare del nostro Paese”.

 

http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/dieta-mediterranea/mozione-senato/mozione-senato.html

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