Beni immateriali in azione

intangible heritage tangible communities

*contributi dei visitatori

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11 Risposte to “*contributi dei visitatori”

  1. Della serie:

    Come trasformare una festa millenaria in un evento turistico.

    Da http://www.basilicatanet.it 16/03/2008

    Matrimoni fra alberi, riti propiziatori della primavera intesa come rinascita, che rinnovano ogni anno il legame antico ed autentico, delle genti lucane con la propria ruralità.

    Questa la realtà che ha motivato l’incontro tenutosi nella sede dell’Apt, cui erano presenti l’assessore regionale Vincenzo Folino, il commissario straordinario dell’Apt, Gianpiero Perri, e i rappresentanti degli otto comuni lucani dove ogni anno si rinnovano i riti arborei: Accettura (famosa per il suo “ Maggio”), Castelmezzano, Pietrapertosa, Oliveto Lucano, Rotonda, Castelsaraceno, Viggianello e Terranova del Pollino.

    Ricordati tutti nella brochure “ la natura in festa” realizzata dall’APT e portata alla BIT, la Borsa del Turismo svoltasi a Milano lo scorso febbraio, gli otto comuni si caratterizzano per gli eventi concentrati nel periodo della tarda primavera ed inizio estate ed accomunati dalla celebrazione di un vero trionfo della natura: una “ festa degli alberi”.

    Tutti i convenuti hanno manifestato il loro plauso all’iniziativa, ringraziando APT ed Assessorato di aver finalmente colto il valore delle manifestazioni che caratterizzano quei territori; durante i lavori della mattinata sono state evidenziate delle criticità riferibili soprattutto alla sicurezza, alla salvaguardia delle specie arboree, alla logistica e all’incolumità stessa dei numerosi partecipanti durante i giorni di festa.

    Nell’incontro è stato sottolineato il merito dei comuni, delle Pro Loco, dei parroci, delle associazioni che tengono viva ed alimentano con la passione e lo spirito del volontariato, la tradizione dei riti arborei,ricordando inoltre che questi antichi rituali possono diventare un ottimo biglietto da visita della Basilicata, che con le sue aree protette, i suoi Parchi si distingue sempre più come “regione verde”.

    Ognuno di quelle celebrazioni, mantenute vive, tramandate di generazione in generazione, rivestono per la Basilicata e l’immagine che di essa si percepisce all’esterno, un’importanza tale da essere considerati un vero evento, uno di quelli selezionati per promuovere nel 2008 la “Basilicata, capolavoro inedito”.

    In virtù di questo, tanto l’APT quanto il Dipartimento Attività Produttive si sono impegnati, in sede d’incontro, a sostenere, con un’adeguata campagna di promozione, con azioni di supporto, le diverse iniziative che riguardano i riti arborei della Basilicata.

    E’ stato poi sottolineato come non una logica individualistica, quanto quella del fare rete sia la strategia vincente per innalzare sempre più il livello delle diverse iniziative e renderle non soltanto feste, ma veri eventi.

    Creare una fondazione, o comunque una forma associativa stabile a garanzia della continuità, della preservazione e della regolamentazione dei riti arborei equivale a promuovere anche al di fuori dei confini regionali, per arrivare fino alle comunità dei Lucani che vivono in altre parti d’itala e del mondo, il valore prezioso di una natura amata, tutelata e vissuta.

    Il tutto senza smarrire mai il carattere di autenticità, di momento di esaltazione di un senso di appartenenza forte alle proprie tradizioni e coinvolgendo sempre gli attori locali, primi conoscitori delle realtà, e dei rischi che inevitabilmente accompagnano gli eventi di grande richiamo popolare.

  2. BISOGNI DI RICONOSCIMENTO… ANCORA

    da: http://tuttoggi.info/index.php?sezione=articolo&id_articolo=5832

    GIOSTRA DELLA QUINTANA: CONCESSO IL PATROCINIO DEL SENATO DELLA REPUBBLICA
    Il prestigioso riconoscimento arriva direttamente al Presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli.
    Foligno – 12/05/2008 14:00

    La Giostra della Quintana di Foligno potrà fregiarsi anche del patrocinio del Senato della Repubblica per l’edizione 2008. La comunicazione ufficiale è arrivata da Palazzo Madama al presidente dell’Ente, Domenico Metelli e si aggiunge a quella già formalizzata dal Ministero per i beni e le attività culturali in occasione della 62.a edizione, che insieme costituiscono un ulteriore tassello nel mosaico delle attestazioni e dei riconoscimenti ricevuti dalla Quintana.
    E che la Giostra folignate sia, da tempo, una protagonista nel patrimonio culturale italiano ormai non c’è dubbio. Non è un caso se la manifestazione cavalleresca folignate è a pieno titolo in corsa per il riconoscimento da parte dell’Unesco quale “patrimonio mondiale dell’Umanità”, tenuto poi conto che la tradizione delle giostre e dei tornei a Foligno è documentata anche ben prima del 1613, anno al quale si fa risalire la tenzone rievocata ogni anno al “Campo de li Giochi” per migliaia e migliaia di folignati e turisti.

    Soddisfatto il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli: “Il raccordo con le istituzioni nazionali e la possibilità di fruire del ‘marchio’ del Senato e del Mibac, unitamente a quelli del Comune di Foligno, della Provincia di Perugia, della Regione Umbria e della Camera di Commercio di Perugia sono aspetti su cui a Palazzo Candiotti si lavora con molti mesi di anticipo rispetto allo svolgimento delle manifestazioni vere e proprie, a riprova di come il nostro lavoro non si fermi mai. Del resto la ‘macchina’ della Quintana ormai ha assunto dimensioni e notorietà tali che non è possibile fare diversamente”.

  3. benimmateriali said

    MISTERI: Perché “Makkine (O)scenike”?

    da: http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=6804

    Festival dei Misteri: venerdì taglio del nastro con l’inaugurazione delle mostre “Makkine (O)scenike” e “Liutai molisani”e lo spettacolo “Atmosphère”
    Suggestiva cerimonia di taglio del nastro per il Festival dei Misteri edizione 2008.
    Venerdì 16 maggio, alle 21.30, davanti alla caserma “G. Pepe” il Comune di Campobasso darà ufficialmente il via alle manifestazioni che accompagneranno la tradizionale ed attesissima Festa del Corpus Domini.
    L’inaugurazione del Festival avverrà con l’apertura al pubblico delle due mostre “Makkine (O)scenike” (mostra di macchine teatrali) e “Luitai molisani” (mostra di strumenti musicali).
    Le due esposizioni sono state allestite all’interno della caserma e saranno visitabili fino al 25 maggio dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 17,00 alle 20,00.
    Il sogno, sospeso tra la fatica e il volo dell’ingegno, prenderà subito dopo il via tra luci e colori con “Atmosphère”, una suggestiva performance live in piazza della Vittoria a cura della compagnia Atmo.
    Lo spettacolo ha portato la Compagnia ai vertici del teatro di strada attuale, potenziandolo con l’uso di particolari tecniche tipiche del teatro di figura.
    Da questa miscela prende vita uno spettacolo vivace, comico, carico di ritmo, moderno e popolare al tempo stesso.
    La sceneggiatura è imbastita sulle musiche e sulle immagini, che si accavallano in maniera incalzante, grazie
    all’utilizzo di diversi linguaggi teatrali: trampoli, recitazione, grandi pupazzi e giochi pirotecnici.
    Un’alternanza di sensazioni forti e spettacolari, fino a
    fondersi in un finale emozionante a ritmo di valzer viennesi e giochi pirotecnici con la partecipazione del pubblico chiamato a gonfiare giganteschi palloni lunghi più di 3 metri.
    Una grande festa per un pubblico di tutte le età.

  4. Sempre dalla Lucania…

    BUONE INTENZIONI, CATTIVE AZIONI

    Perché è nata la Pro Loco di San Mauro Forte?
    http://www.sanmauroforte.org/index.php?option=com_content&task=view&id=15&Itemid=47

    LE BUONE INTENZIONI

    La motivazione di fondo che ha animato e anima i 14 soci fondatori è quella di voler lavorare per la valorizzazione delle potenzialità naturalistiche, culturali, storiche, turistiche ed enogastronomiche del nostro territorio.

    Pensiamo, infatti, che il problema del rilancio dell’immagine del nostro Comune, delle bellezze del suo paesaggio, del significato dei suoi riti e delle sue tradizioni, non può essere delegato o affidato unicamente alla sensibilità delle istituzioni locali, con tutti gli sforzi anche lodevoli che sono stati prodotti, in questa direzione, negli ultimi anni.

    Riteniamo, invece, sia giunto il momento che altri soggetti pubblici e privati, movimenti e associazioni (come la nostra) si assumano precise responsabilità e lavorino, in concerto, per elevare la qualità della vita sociale e culturale nel nostro Comune, per stimolare momenti di riflessione e di confronto, per evitare che le nostre risorse vengano dimenticate, ignorate, disperse.

    Penso al passato, ai nostri nonni, all’obbligo che tutti dovremmo avere di conservare “la memoria” di ciò che ha rappresentato la “civiltà dei nostri contadini”.

    LE BUONE INTENZIONI SI TRASFORMANO IN CATTIVI PENSIERI

    Il Campanaccio

    Mi riferisco alla necessità che la Sagra del Campanaccio diventi il volano di una prospettiva reale di promozione culturale e turistica.

    A noi il compito di lavorare per cementare nell’immaginario collettivo la identificazione di San Mauro Forte come il paese del Campanaccio.

    Per fare ciò risulterà necessario allungare la durata dei giorni di svolgimento della manifestazione, e riempirla di contenuti ed iniziative capaci di calamitare l’attenzione e l’interesse di una intera regione.

    Penso alla opportunità che all’interno della manifestazione trovino posto una serata interamente dedicata alla musica etnico/popolare con la partecipazione di gruppi provenienti dalle varie regioni d’Italia e una serata interamente dedicata alla promozione dei prodotti agro-alimentari e dell’artigianato locale.

    LE BUONE INTENZIONI SI TRASFORMANO IN PENSIERI MOLTO CATTIVI

    Fare cioè del Campanaccio quello che comunemente viene definito “un grande evento” culturale, musicale e turistico di massa capace di coniugare le esigenze connesse alla celebrazione del rito a quelle degli operatori commerciali ed imprenditoriali.

    LE BUONE INTENZIONI SI TRASFORMANO IN CATTIVE AZIONI

    San Mauro Forte, 16 gennaio 2008

    “Un rumore cupo, fragoroso, as sordante pervade le strade ed i vicoli, si arrampica fino alla bella torre normanna. dilaga tra i se colari maestosi ulivi della vicina campagna, per andare poi a mo rire lontano.

    È la SAGRA DEL CAMPANACCIO, che, ogni anno, il 16 gennaio sconvolge la quieta sonnolenta esistenza di San Mauro Forte. Il rito antichissimo, è legato alla festa di S. Antonio Abate, ma introduce anche alle ingenui follie del Carnevale.
    PROGRAMMA
    ….

    Venerdì 18 SCAMBIO CULTURALE con il Comune di MELPIGNANO

    10,30 Piazza Monastero Ricevimento delegazione
    11,00 Palazzo Arcieri Cerimonia inaugurale con la partecipazione delle rappresentanze scolastiche

    Distribuzione opuscolo “Il Campanaccio attraverso la stampa”

    “Sagra dei CAMPANACCI 2008” Presentazione ufficiale del dipinto
    a cura dell’autore Gaetano GRIPPO
    Interventi: Francesco DILUCA (Sindaco di San Mauro Forte)
    Sergio BLASI (Sindaco di Melpignano)
    Rappresentante ( Pro Loco San Mauro Forte)
    Rappresentante (Pro Loco Melpignano)
    Emanuele BRUNO (Testimonial della Sagra dei Campanacci)

    Conclusioni: Francesco GRASSANO (Assessore alla Culltura di San Mauro Forte)

    21,00 Piazza Caduti La notte della Taranta a San Mauro Forte

    Concerto del Gruppo “ENSEMBLE” diretto da Mauro PAGANO

    Sabato 19

    9,30 Chiesa Madre Celebrazione della Santa Messa officiata da Don Giuseppe DI PERNA, con la partecipazione della delegazione di Melpignano

    10,30 Palazzo Arcieri Convegno tematico

    “Il Campanaccio di San Mauro Forte e il fenomeno del Tarantismo in Puglia e Basilicata”

    Proiezione cortometraggio “La Taranta” di G. MINGOZZI
    Proiezione cortometraggio “Stendalì suonano ancora” di C. MANGINI

    Relazione di: prof. Andrea ROMANAZZI autore del libro sul “Tarantismo ……….”
    Interventi di: Sergio BLASI (Sindaco di Melpignano)
    Antonella COSENTINO (Laureanda in Beni Culturali)
    Francesco GRASSANO (Assessore alla Cultura di San Mauro Forte)
    Domenico NOTARANGELO (giornalista e scrittore)
    Conclusioni del prof. MIRIZZI (Università della Basilicata)

  5. UNESCO-EIIHCAP Regional Meeting
    Safeguarding Intangible Heritage and Sustainable Cultural Tourism: Opportunities and Challenges
    Hué, Viet Nam – 11-13 December 2007

    Impacts of Tourism on the Transmission of Intangible Heritage

    The traditions and practices that constitute intangible or ‘living’ heritage are anchored in social systems that, at the same time, enrich it and sustain its continuity. By the 2003 Convention’s definition, intangible heritage is “transmitted from generation to generation.” Tourism’s impact on intangible heritage can therefore be examined in terms of how it affects this essential process of transmission.

    The transmission of cultural practices and traditions occur within a social structure.

    For example, a dyadic structure consisting of master-apprentice, father-son, or mother-daughter characterizes the learning and transmission of many traditional arts and crafts. Transmission also entails an incentive for parties (of the dyad, for example) to transmit and receive instructions.

    Tourism has the potential to undermine this social basis for transmission for many reasons, one of which is that it proffers the wrong incentive for parties. Although many believe, correctly, that tourism enhances economic incentives for ICH transmission, they err in ignoring that a sense of identity, societal status and honour, cultural prestige, and recognition underlie the core basis of ICH transmission.

    Artisans learn their craft because their parents hand it over to them regardless of
    any economic incentive and because through it they fulfil their cultural obligations, develop their self-concept, fortify social structure and affirm the uniqueness of their heritage.

    Sadly, tourism often casts traditional arts and crafts or cultural performances as ‘careers’ or livelihood and commodities, available for the consumption and appropriation of visitors.

    In one of its worst manifestation, satiating tourism’s demands for traditional artwork and crafts have resulted in industrialization, often detached from the social foundation of its transmission and dissociated from the culture such artwork purports to represent, as has been the case with Australian aboriginal arts and crafts manufactured in Taiwan. There is hope in the example of Laotian woven textiles wherein cooperative and organized groups of women from the community collectively weave not only to earn a respectable living but in doing so strengthen the social context and processes under which the tradition of weaving takes place, allowing them to continue to express traditional symbols and myths through their handiwork and transmit it to their daughters. They thus continue to own the trade (and tradition), and even as tourists increasingly buy their goods, their purchases directly provide an economic benefit.

    It is most likely for this reason that Laotian women maintain a strong desire to continue the craft of weaving instead of seeking other forms of livelihood in the employ of hotels and other tourist facilities.

    Tourism may also distort traditional systems of transmitting knowledge and skills in performing
    arts. Such skills are often taught and learned in informal or semi-formal contexts, combining a
    long-term exposure to performances, an initial involvement as listener or spectator, building
    toward attempts to try one’s own skill at performing, and culminating in full-fledged performance.

    In other cases, formal systems of long-term apprenticeship and training are involved, with
    master performers responsible to pass on knowledge and techniques to novice performers.
    Such formal training may take years or even decades. As tourism creates a demand for
    increased quantities of performances but often with lower quality, formal education systems
    such as arts academies and conservatories replace and disrupt traditional transmission systems.

    The negative effects on transmission of heritage are multiplied when such academies and
    conservatories teach outsiders to perform distorted versions of a community’s traditions for the
    enjoyment of other outsiders.

  6. benimmateriali said

    Mi domando il senso di questa affermazione di Italia Nostra allinterno del documento OSSERVAZIONI DI ITALIA NOSTRA ALLO SCHEMA DI “REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI” APPROVATO IN VIA PRELIMINARE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI E TRASMESSO AL PRESIDENTE DEL SENATO PER L’ESPRESSIONE DEL PARERE DELLA COMPETENTE COMMISSIONE.:

    ..Mentre non sono francamente riconoscibili le esigenze che dettano la creazione di un “Istituto centrale per la demoetnoantropologia”…

    Questa è la fonte:
    http://www.italianostra.org/notizie/beniculturali_paesaggio/osservazioni_IN_regolamento%20.doc

    segnalata sul sito:
    http://www.italianostra.org/notizie/documenti.html

  7. Gli antropologi che piacciono a me

    1. Steven Feld

    http://www.unm.edu/~anthro/faculty/profiles/feld.htm
    http://www.musicgrooves.org
    http://www.voxlox.net

  8. ISFCI said

    12-13 DICEMBRE 2008 WORKSHOP CON DAVID MACDOUGALL

    L’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata nell’ambito delle attività della Scuola di Etnografia Visiva, presenta il workshop del professor David McDougall, che si terrà a Roma, presso la sede storica dell’Istituto, il 12 e il 13 dicembre 2008.
    Austrialiano, il prof. McDougall è uno dei più noti e qualificati documentaristi-etnografi della contemporaneità. Durante il workshop saranno proiettati alcuni documentari dell’Autore che saranno commentati insieme a lui e agli allievi della Scuola di Etnografia Visiva.
    L’incontro sarà un’occasione non solo per conoscere il percorso di studio e ricerca di un importante studioso come David McDougall, ma anche per confrontarsi con lui sulle sfide, le difficoltà, i metodi di un campo affascinante come quello della documentazione etnografica.
    Segnaliamo inoltre che il giorno 11 dicembre il prof. Francesco Faeta dell’Università di Messina, terrà una lezione introduttiva su David MacDougall.
    Il workshop è a numero chiuso e le iscrizioni sono aperte fino ad esaurimento posti.
    Per informazioni dettagliate sugli orari del workshop e le iscrizioni contattare: Istituto Superiore Di Fotografia e Comunicazione Integrata
    Via degli Ausoni,1 00185 Roma – tel.064469269 – http://www.isfci.cominfo@isfci.com
                      

  9. Matteo said

    Manifestazione culturale Volgar’ Eloquio
    Il dialetto, le radici, la differenza.

    Dal 5 al 9 marzo 2009 Milano si trasformerà in un vivace laboratorio culturale, che rilancerà alcuni temi cruciali del dibattito contemporaneo.
    Il grande evento ideato dall’Assessorato alla Culture, Identità e Autonomie, in collaborazione con il Prof. Franco Brevini e realizzato con il Piccolo Teatro di Milano condurrà in alcuni luoghi topici della città spettacoli teatrali, concerti rock, letture di poesia, dibattiti, recital di grandi attori, scene della commedia dell’arte, esibizione di gruppi musicali. Un’occasione unica per riscoprire insieme a grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo i valori delle tradizioni e delle parlate popolari, che con il loro babelico policentrismo hanno indelebilmente segnato la vita del nostro paese.

    Milano e la Lombardia, che possono vantare una delle più prestigiose tradizioni dialettali della penisola, si mostrano ancora una volta all’avanguardia, cogliendo le istanze rilanciate dalla dialettica tra globale e locale.

    _______________________________________
    Confrenza stampa
    Venerdì 13 febbraio 2009, ore 11.30
    Sala Pirelli – Palazzo della Regione Via Fabio Filzi n. 22 – Milano
    Massimo Zanello, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia
    Sergio Escobar, Direttore del Piccolo Tetro di Milano – Teatro d’Europa
    Franco Brevini, Curatore di Volgar’Eloquio
    presentano
    Volgar’Eloquio
    Musica, teatro, poesia in dialetto

    Un progetto dedicato al dialetto, alle radici, alla differenza.
    Dal 5 al 9 marzo Milano si trasformerà in un vivace laboratorio culturale, che rilancerà alcuni temi cruciali del dibattito contemporaneo.
    Un’iniziativa che condurrà in alcuni luoghi topici della città spettacoli teatrali, concerti rock, letture di poesia, dibattiti, recital di grandi attori, scene della commedia dell’arte, esibizione di gruppi musicali. Un’occasione unica per riscoprire insieme a grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo i valori delle tradizioni e delle parlate popolari, che con il loro babelico policentrismo hanno indelebilmente segnato la vita del nostro paese tra globale e locale.

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